In viaggio di ramanzina

dicembre 4, 2012 § 1 commento

Un paio di settimane fa, ho avuto un colloquio con la direttrice di filiale insieme alla mia direttrice dell’ufficio. Ci comunicava che voleva mandarmi a Roma per un incontro con il capo divisione insieme alla rappresentanza del personale multilingue come me che opera nei diversi uffici. L’iniziativa ha l’obiettivo di mettere a fattor comune criticità nei processi di gestione del cliente target in ufficio ed individuare soluzioni, rilevare  le potenzialità del cliente, ricevere feedback dal mercato sul gradimento dell’offerta/servizi dell’azienda e sulla concorrenza. In parole povere, vogliono capire come mai alcuni prodotti pensati per questi clienti target non vanno bene come previsto. Sento odore di ramanzina, in prosa elegante ma sempre ramanzina, produttiva ma sostanzialmente ramanzina.

La prassi di solito è che il dipendente anticipi le spese del viaggio e si faccia rimborsare poi una volta ultimato, il rimborso arriva ma dopo mesi. La capa della mia capa mi ha consigliato di cercare orari a me più comodi per arrivare in tempo a Roma, tenendo in considerazione le spese e di guardare le offerte anche dei voli lowcost… l’azienda, dice, vuole che si risparmi. Lavoro a Como, abito a Milano, per partire con un volo a prezzo abbordabile sarei dovuta essere a Orio Serio almeno alle cinque del mattino, significa partire da casa all’alba. Opzioni esclusa. Due settimane fa sarei stata anche disposta ad anticipare le spese, l’andata e il ritorno costavano 70€ con Italo, fino a quattro giorni fa la spesa era sempre comunque meno di cento euro, ma dalla nostra sede non mi facevano sapere niente e la mia capa continuava a ripetermi di non preoccuparmi. Ieri mi hanno finalmente dato la prenotazione, non l’ho neanche letta. Stamattina di corsa in metropolitana verso la stazione Centrale, alla fine mi hanno prenotato per Frecciarossa. Individuato il treno, ci sono delle hostess che ti danno il benvenuto all’inizio del binario… dove ci sono le carrozze executive e business… ovviamente le ho snobbate. Individuo le carrozze standard, dove come mi aspettavo, non ci sono delle belle signorine che ti salutano il buongiorno. Guardo la prenotazione, la carrozza della prenotazione non coincide con le carrozze standard. Torno indietro all’inizio, chiedo informazioni come se non sapessi leggere…la bella hostess mi conferma: mi hanno prenotato in business class. Sorpresa. Sorrisone.

Individuo il mio posto. Gli altri viaggiatori sembrano anche più cordiali, un’impressione? L’audiopubblicità annuncia che chi viaggia con Frecciarossa riceve il benvenuto del personale, bene l’ho ricevuto: saluto, giornale e colazione… mi sento una povincialotta più che una business woman in carriera che prende abitualmente treni ad alta velocità per lavoro in giornata. Con il mio treno da pendolare, il saluto di benvenuto è: biglietti prego! Il treno è pulito, ovviamente, c’è il wifi a disposizione (i viaggiatori senza un portatile, tablet o smartphone si contano sulle dita di una mano), ma manca lo spazio per far sedere la mia borsa, i viaggiatori poi sembrano tutti usciti fuori dalla stessa matrice (giacca e cravatta per gli uomini, tailleur per le donne) a differenza della varietà umana del regionale. A quanto pare, 2 pari, Frecciarossa e il mio solito treno da pendolare, sporco, caldo d’estate e freddo d’inverno e dell’anteguerra hanno lo stesso punteggio secondo i miei criteri. Non sono mai stata brava in matematica.

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Arrivata in sede romana in ritardo, perché Frecciarossa è arrivata in ritardo (qui sui grandi numeri i regionali vincono, almeno quelli che prendo io diretti verso e in arrivo dalla Svizzera, arrivano solitamente in orario), hanno addirittura chiamato in ufficio dandomi per dispersa. Alla fine, quel che mi aspettavo come una grossa riunione di ramanzina cammuffata, era effettivamente un brainstorming produttivo di idee e di suggerimenti per migliorare ciò che offriamo in termini di prodotti e servizi. Ora bisogna capire quali passaggi ci sono fra di noi e il gruppo di esperti e sopra loro i grandi capi… quelli che prendono poi le decisioni finali.

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§ Una risposta a In viaggio di ramanzina

  • Claudio Fedi scrive:

    eh,eh un po’ deprimenti i freccia rossa …l’umanità è sicuramente più variegata nei regionali. Servirebbe l’attenzione e il rotabile FR con i passeggeri dei regionali …e viaggiare in treno sarebbe un piacere. :-)

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